Crisantemie pandemia: il punto di Asproflor

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Crisantemie pandemia: il punto di Asproflor

 Crisantemie pandemia: il punto di Asproflor

 

Crisi pandemica, DCPM sempre più stringenti, limitazioni alla mobilità creano preoccupazione nelle aziende florovivaistiche che coltivano i fiori per le festività’ di Ognissanti, crisantemi da vaso e recisi su tutto.

Dopo una primavera scossa dalla chiusura forzata delle attività a causa del covid, le aziende hanno tentato di riprendere la normalità programmando la coltivazione dei fiori per la principale festività autunnale, quella di Ognissanti. Certe di aver lasciato alle spalle il picco pandemico e fiduciose nel futuro, tutte la aziende hanno messo in produzione la coltivazione dei crisantemi da vaso e recisi, che è una delle più lunghe e impegnative.

L’estate appena trascorsa ha registrato giornate particolarmente asciutte e luminose e ha determinato un leggero ritardo nella fioritura dei crisantemi, che in questi giorni stanno arrivando nei centri giardinaggio, nei punti vendita e nelle fiere in programma fino al 25 ottobre con prezzi che variano da 1,50- 2,00 €/cad. per gli steli

multifiori ai 3,50- 6,50 €/cad per gli steli uniflora, i vasi da 12 cm da 4/5,00 €/cad a 15/20,00 € cad per i diam. 20/23 cm. La produzione nazionale di crisantemi in vaso e’ stata di circa 9 milioni di vasi in diverse misure, 10 milioni di steli recisi multifiori e 7 milioni di steli varietà decorative uniflora con un calo di produzione del 30%.

«Il crisantemo è una delle produzioni “storiche” e “tradizionali” per il mercato italiano», osserva Sergio Ferraro, Presidente Asproflor Comuni Fioriti. L’intera produzione rappresenta il 25 % del fatturato annuo delle aziende florovivaistiche, per una spesa complessiva di cica 250 milioni di euro e le principali regioni produttrici sono Sicilia, Puglia, Campania e Lazio, per il fiore reciso e Liguria, Toscana, Piemonte, Veneto e Lombardia per i vasi. «Stiamo vivendo questi ultimi giorni in attesa delle festività con grande apprensione e preoccupazione», continua il Presidente Ferraro. «Anche se i decreti e le ordinanze che si susseguono consentono alle aziende florovivaistiche e a chi vende piante e fiori di rimanere aperti, non possiamo restare indifferenti rispetto alle altre attività che sono invece costrette a chiudere in seguito alle misure prese per il contenimento dell’epidemia. Voglio esprimere, anche a nome di tutti gli associati, la massima solidarietà ai colleghi imprenditori che vedono limitata la propria attività, consapevole che la coesione sociale e il sostegno tra imprese siano indispensabili per superare questo momento di estrema difficoltà. La coltivazione del crisantemo, che è lunga ed impegnativa, ci insegna ad aver fiducia nel futuro e nel nostro lavoro e a continuare negli investimenti e nella programmazione annuale delle altre coltivazioni per la stagione invernale e la primavera prossima. La sfida sarà affrontare non soltanto i capricci del tempo, che nonostante le moderne tecnologie di coltivazione spesso determina la qualità della produzione e la fioritura, ma anche i cambiamenti sociali che la pandemia determinerà. La professionalità e l’esperienza dei florovivaisti saranno, comunque, in grado di fornire al mercato un prodotto eccellente, con un valore aggiunto inestimabile: la bellezza rasserenante del verde, la gioia dei fiori e la fiducia che, come è certo che alla stagione giusta la fioritura ci sarà, anche il futuro sarà migliore».

Torino, 29 Ottobre 2020